mercoledì 1 maggio 2013
martedì 30 aprile 2013
Aion-Annus-Dioniso. Il tempo e i suoi Dei nei mosaici dell’Africa Romana
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Aion-Annus-Dioniso. Il tempo e i suoi Dei nei mosaici dell’Africa Romana | In Fernem Land:
L’associazione fra Dioniso e l’universo acquatico si caratterizza per una centralità assoluta nell’iconografia dionisiaca africana, in stretta relazione con le caratteristiche che il Dio acquisisce nella regione.
La preponderante connotazione ctonia, agraria e fecondatrice che caratterizza la concezione africana di Dioniso fa naturalmente di lui signore delle acque, apportatrici di vita e fecondità. Spesso l’associazione fra il Dio e il mondo acquatico è integrata dalla presenza delle stagioni, simbolo dello scorrere regolare del tempo, dell’alternarsi di morte e resurrezione della natura: “agenti del Dio” attraverso cui viene svolta la sua opera vivificatrice.
Aion-Annus-Dioniso. Il tempo e i suoi Dei nei mosaici dell’Africa Romana | In Fernem Land:
L’associazione fra Dioniso e l’universo acquatico si caratterizza per una centralità assoluta nell’iconografia dionisiaca africana, in stretta relazione con le caratteristiche che il Dio acquisisce nella regione.
La preponderante connotazione ctonia, agraria e fecondatrice che caratterizza la concezione africana di Dioniso fa naturalmente di lui signore delle acque, apportatrici di vita e fecondità. Spesso l’associazione fra il Dio e il mondo acquatico è integrata dalla presenza delle stagioni, simbolo dello scorrere regolare del tempo, dell’alternarsi di morte e resurrezione della natura: “agenti del Dio” attraverso cui viene svolta la sua opera vivificatrice.
Alla scoperta dell'Africa romana
Non si scorge traccia della modernità dalla piazza della Rosa dei venti, sulla sommità di Dougga. Né i rarissimi visitatori possono disturbare l'atmosfera sospesa nel tempo di quella che è stata probabilmente la prima capitale del regno di Numidia, uno dei più suggestivi siti archeologici della ricchissima, e sconosciuta ai più, Tunisia romano africana.
Rimasta sepolta per oltre un millennio sotto un villaggio di contadini al cui centro spuntava inosservato il frontone del tempio capitolino, Dougga è di una bellezza che toglie il fiato. Nel suo letto di terra l'antica città berbera si è meravigliosamente conservata. Il turismo di massa e lo sviluppo non l'hanno toccata, tanto che si può passeggiare per le sue strade millenarie come immersi nei secoli passati.
Rimasta sepolta per oltre un millennio sotto un villaggio di contadini al cui centro spuntava inosservato il frontone del tempio capitolino, Dougga è di una bellezza che toglie il fiato. Nel suo letto di terra l'antica città berbera si è meravigliosamente conservata. Il turismo di massa e lo sviluppo non l'hanno toccata, tanto che si può passeggiare per le sue strade millenarie come immersi nei secoli passati.
ALCUNI DIRITTI RISERVATI (CC BY-NC-SA)
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